Castelcivita, piccolo paese di origine angioina ed aragonese, fu roccaforte contro i Francesi durante
la sanguinosa insurrezione dei Vespri siciliani.
Di pregio la torre angioina, alta 20 metri e a base circolare, i santuari di epoca rinascimentale e barocca,
un ponte di epoca romana che una leggenda vuole fosse attraversato da Spartaco, nel 71 a.C.
dopo la sconfitta subita dall'esercito romano a Portella di Roccadaspide.
Nel suo territorio ci sono straordinari boschi di faggio e cerro.
Ma Castelcivita è conosciuta soprattutto per le Grotte di Castelcivita, situate a circa 4 Km dal paese,
alle pendici dei Monti Alburni, sulla riva destra del Fiume Calore.
Le prime notizie sull'esistenza delle Grotte risalgono al 1781: su un manoscritto sono definite "Grotte del
Diavolo"; più tardi vengono definite "Grotte di Spartaco", ed ancora "Grotta Norce" dal nome della donna amata da
Spartaco, "Grotta Principe di Piemonte", in onore di Umberto di Savoia, che visitò la Grotta nell'estate del 1932.
Le Grotte di Castelcivita si sviluppano per circa 5 Km e sono caratterizzate da un susseguirsi continuo di
stalattiti, stalagmiti, colonne, colate calcitiche.
Il percorso percorribile dai visitatori è di circa 1.700 metri.
Già pochi metri di percorso si manifestano, nella
Caverna di Bertarelli, i risultati dell'erosione dell'acqua.
Si raggiunge poi la Stanza dei Pipistrellli, caratterizzata dalla presenza di scure concrezioni corrose da sostanze acide;
più avanti il Deserto, con il suolo sabbioso e pianeggiante, oltre la
Sala Principe di Piemonte,
particolare per la presenza di una
colonna stalagmitica costituita da eleganti elementi a disco orizzontali.
La Grotta assume, da questo punto in poi, un andamento più meandriforme:
superando il
Viale del Tempio,
ricco di colonne stalatto-stalagmitiche, e la
Biforcazione dell'Orrido, si raggiune
il Battistero,
ultimo ambiente apogeo aperto al pubblico.
Subito dopo il Lago Sifone, un vasto e profondo specchio d'acqua superabile solo mendiante canotti.
Da questo punto in poi è visitabile solo dagli speleologi.
Questo suggestivo percorso sotterraneo rappresenta una grande risorsa da scoprire e valorizzare all'interno del Parco del Cilento
e Vallo di Diano, una zona particolarmente ricca dal punto di vista ambientale.