Paestum è uno dei luoghi più rinomati e visitati dell'Italia meridionale.
Paestum fu fondata nel 700 a.C.; cadde sotto il dominio dei lucani provenienti
dalle montagne e fiorì sotto Roma, come testimonia la mescolanza di monumenti greci e
romani, ma fu poi abbandonata e presto dimenticata per l'impaludirsi delle terre ed il
diffondersi della malaria. Furono alcuni emissari di Carlo di Borbone, nella
metà del 1700, a rintracciarla, smarrita tra paludi e boschi.
Erano giunti fin lì per per compiere delle rilevazioni per la costruzione di una strada rotabile e si trovarono
di fronte a Paestum, la più grande testimoninaza greca dell'Italia continentale.
Ai primi monumenti emersi si diede un nome convenzionale:
Tempio di Nettuno,
venne chiamato
più grande,
Basilica,
il più antico e
Tempio di Cerere,
il più solitario.
Sono raccolti in un rettangolo di terra che si coglie con un'occhiata ma l'emozione che suscitano
è tale da aver fatto esclamare a Nietzsche: "E' quasi come se un Dio avesse costruito, con
tali enormi blocchi, la sua casa".
Due secoli dopo si scoprì che in realtà i primi due monumenti costituivano insieme un santuario
dedicato a Hera, dea dell'amore fecondo, e il modo in cui venne rivelato ha ancora qualcosa di magico.
La mitologia narra che Giasone, il leggendario capo degli argonauti avesse fondato un tempio sacro
a Hera, alla foce del Sele, ma la leggenda sembrava un'argomentazione un pò troppo tenue per
intraperendere un nuova ed impegnativa serie di scavi e rilievi.
Due archeologi, Paola Zancani e Umberto Bianco, riuscirono a dimostrare che in tutta la zona
di Paestum era presente un culto della dea prolifica, tanto profondo da essere conservato quasi
intatto nei riti cristiani dei luoghi vicini.
Grazie all'opera tenace e appassionata di questi due archeologi si arrivò nel 1940 al rinvenimento
del Tempio di Nettuno, una delle più importanti scoperte archeologiche del secolo.
Un visita guidata a Paestum comprende i monumenti entro il recinto degli scavi, il
Museo,
nel quale è custodita la famosa Tomba del Tuffatore ed il giro delle mura.
Gli ingressi agli scavi sono tre: il principale è lungo la vecchia statale, di
fronte al Tempio di Nettuno, il secondo dall'antica
Porta della Giustizia
nel lato meridionale
delle mura ed il terzo è vicino al Museo; se poi si aggiungono le gite alla
Torre
di Paestum ed al
Santuario di Hera,
la visita richiede un'intera giornata.